Otranto e il turismo dell’anima

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Otranto è una delle località marittime più rinomate dell’intera Penisola e i turisti che vi si recheranno, da quest’anno potranno contare anche sulla nuova offerta culturale della locale Arcidiocesi, nonché sui canali di comunicazione, totalmente rinnovati.

Nuovo slancio, dunque, per l’Arcidiocesi idruntina che si apre alla comunità rendendo sempre più fruibili i suoi beni, rinnovando completamente il proprio sito web, con l’aggiunta di altri due siti tematici e di canali social sempre aggiornati (Facebook, Instagram, Youtube). Tali innovazioni sono un modo diretto ed efficace per comunicare ciò che accade nella diocesi, le iniziative nelle parrocchie e nei santuari, le attività promosse e i beni culturali di proprietà.

I tre nuovi siti web, quello ufficiale diocesiotranto.it, mosaicodiotranto.com e mabotranto.it (relativo al Museo-Archivio-Biblioteca diocesani) sono stati presentati nel corso della conferenza stampa, tenutasi recentemente nella Sala Udienze del Seminario di Otranto, durante la quale l’Arcivescovo Francesco Neri ha incontrato i numerosi giornalisti e gli operatori dei mezzi di comunicazione sociale.

“Accompagno con soddisfazione la pubblicazione on line del sito dell’Arcidiocesi, interamente rinnovato, insieme alle pagine social ad esso collegate. Esso costituisce un necessario mezzo di presenza nell’ambiente digitale, in cui tutti viviamo e dal quale si sviluppano connessioni e conoscenze. Il sito rientra nella missione della Chiesa idruntina, quella di far conoscere la Parola di Dio” –  ha commentato Monsignor Francesco Neri.

In primo luogo il sito diocesano conterrà molte informazioni sulla vita della fervente comunità cristiana e sui servizi offerti dalla Curia. Sarà, inoltre, uno strumento di comunione per l’Arcidiocesi, per far crescere il senso di appartenenza del Popolo di Dio, che è in Otranto, alla Chiesa universale.

Un secondo scopo sarà quello di condividere le grandi bellezze donate alla città più ad Oriente d’Italia, dalla Provvidenza. “Penso alla spiritualità, all’impegno di carità verso i poveri e i sofferenti e all’arte, di cui è documento eccezionale il mosaico del presbitero Pantaleone, nella Cattedrale. In tale modo la Chiesa idruntina vuole essere presente nel territorio e collaborare con l’intera società a far conoscere e promuovere il Salento, procedendo dalle radici della sua storia ricchissima, verso le prospettive del cammino futuro” – ha concluso il Presule.

La conferenza stampa è stata l’occasione per riflettere sul grande patrimonio artistico di cui dispone la Curia, a partire dalla Cattedrale, che contiene le reliquie degli Ottocento Martiri e il tappeto musivo, chiamato a raccontare, con una miriade di tessere policrome, la storia della Salvezza. Esso si rivela agli occhi dei fedeli come un’opera straordinaria, che fu completata nel 1165. Il luogo di culto sarà aperto tutti i giorni dalle ore 8 alle 12 e, nel pomeriggio, dalle ore 15 alle 19 per l’orario invernale e, continuativamente, dalle ore 8 alle 19, per l’orario estivo.

Altro ricco scrigno culturale è il Museo Diocesano di Otranto, collocato all’interno di Palazzo Lopez, che riaprirà dopo lavori di adeguamento funzionale e impiantistico. Esso fu istituito nel 1992 dall’arcivescovo Vincenzo Franco, per conservare opere e suppellettili liturgiche, provenienti per lo più dalla basilica Cattedrale.

 Dopo anni di accurati e importanti interventi di restauro, voluti da Monsignor Donato Negro, il museo presenterà le ricche collezioni radicalmente rinnovate. Il percorso, accessibile alle persone con disabilità motoria, si snoda attraverso un itinerario che espone alla fruibilità meravigliose opere d’arte lapidee e preziosi manufatti, a cui fanno da cornice le suggestive sale dei tre piani del palazzo. Tutte le opere permettono di riannodare la storia della Chiesa di Otranto. Il Museo diocesano sarà aperto al pubblico dal 21 giugno 2024.

L’Archivio storico diocesano conserva, tutela e valorizza la documentazione di rilevanza storica posta in essere dall’Arcidiocesi idruntina. Benché i primi arcivescovi siano attestati a partire dal V secolo d.C. e la Diocesi sia ricordata come una delle più antiche del Salento, l’Archivio conserva tuttavia antichi manoscritti successivi alla presa di Otranto da parte dei turchi.

La documentazione presente permette di riannodare i fatti, le vicende e l’operato dei presuli che, dopo il 1481, guidarono l’Arcidiocesi. Nel corso del tempo, il complesso documentario della Curia si è arricchito anche di fondi aggregati. L’Archivio sarà aperto il martedì e il giovedì, dalle ore 9.30 alle 12.30, previo appuntamento (tel. 0836.800000)

La formazione della Biblioteca è da stabilirsi tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI. Il nascente fondo bibliotecario, che originariamente era costituito dai volumi posseduti dall’Arcivescovado, nel corso dei secoli si fuse gradualmente con il patrimonio librario del Capitolo cattedrale metropolitano e del Seminario diocesano.

Gli incrementi apportati da numerosi acquisti e generose donazioni hanno determinato un notevole arricchimento dei contenuti umanistico-letterari e scientifici. La Biblioteca si è così trasformata, nel corso del tempo, in un istituto culturale oggi frequentato da ricercatori e studiosi per la consultazione di testi che spaziano dalla teologia alla letteratura, dalla scienza alla matematica, dal diritto alle discipline sociali e all’arte sacra. La Biblioteca è fruibile su prenotazione (tel. 0836.800000)

La chiesetta di San Pietro, situata nel cuore del centro storico della città, è la viva testimonianza della splendida stagione bizantina in Otranto. Il piccolo edificio, eretto su uno dei colli più alti dell’originario borgo idruntino, è oggi annoverato tra gli edifici sacri più antichi dell’intera Arcidiocesi. La tradizione fa risalire la sua costruzione al I secolo d.C., ma altre ipotesi, la collocano tra i secoli VIII e XII. L’attuale scatola architettonica è pressoché quella originaria.

La chiesetta di San Pietro continuò ad essere officiata in rito greco fino al XVIII secolo. Gli affreschi che oggi si ammirano all’interno dell’aula liturgica sono databili dal X secolo al XVI e, certamente, fanno di questa piccola chiesa un gioiello d’arte e di fede. Cupola, volte, absidi, pareti e colonne un tempo erano interamente affrescate. Costituivano, pertanto, una catechesi sui Vangeli, sugli episodi più importanti della vita di Gesù e sulle devozioni alla Madonna e ai Santi venerati in Terra d’Otranto. L’apertura è solo su prenotazione (tel. 0836.800000)

La torre campanaria è stata interessata da interventi di messa in sicurezza, di consolidamento e di restauro critico, grazie a fondi del PNRR. Il sito sarà visitabile e, nella sala esistente, sarà proiettato un inedito racconto bilingue, in italiano e in inglese. La digitalizzazione del mosaico e della Cattedrale è stata la fonte di ispirazione per la realizzazione dell’installazione artistica all’interno della torre campanaria. Il racconto di 15 minuti consentirà ai visitatori di immergersi nella lettura iconografica del mosaico di Pantaleone e di scoprire le incredibili ricostruzioni degli affreschi presenti nella basilica, prima dell’assalto da parte degli Ottomani, realizzato da Elena Bastianini.

La narrazione è accompagnata dalla colonna sonora realizzata ad hoc da don Biagio Mandorino, sacerdote dell’Arcidiocesi di Otranto. Con la realizzazione e la presentazione del progetto multimediale viene offerta una totale visibilità a un bene universale, riconosciuto come il più importante, il più esteso e meglio conservato mosaico medievale oggi esistente. La torre campanaria sarà aperta al pubblico al termine dei lavori in corso, che comunque si concluderanno entro il corrente anno.

E così, infine, i tre rinnovati siti potranno proporsi come un’offerta di amicizia. Quanti li visiteranno dal proprio dispositivo, saranno attratti a passare poi da una visita virtuale ad un contatto reale e personale, a trascorrervi un po’ della propria vita, a stringere relazioni positive. Un piccolo passo per confermare Otranto nella sua vocazione ad essere casa dell’incontro e del dialogo, nel segno della pace, dell’amicizia e della bellezza. “Siamo all’inizio di un percorso, dunque, che intendiamo portare avanti per camminare accanto alle donne e agli uomini di oggi, anche attraverso gli strumenti di comunicazione. Lo facciamo con passione, creatività e progettualità. Il cammino è appena iniziato”, ha dichiarato il Dottor Vincenzo Corrado, responsabile dell’Ufficio Diocesano per le comunicazioni sociali.

 

Vincenzo Legrottaglie

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