5G, cresce la preoccupazione dei comuni per le antenne selvagge

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Il Dl Coesione è legge e anche la norma che consente di scavalcare i regolamenti comunali per l’installazione delle reti 5G nelle aree bianche. Un comma di poche righe che inserisce una deroga alla legge 36/2001 sull’elettrosmog che dava ai comuni la potestà di regolare i limiti alle esposizioni nelle aree urbane, sul rilascio delle autorizzazioni per i nuovi impianti, cercando di contemperare l’interesse alla salute pubblica con quello alla connessione.

Ma la norma approvata ieri, toglie temporaneamente questo potere agli enti locali, per portare a compimento il “Piano 5G” contenuto nella missione 1 del Pnrr, che stanzia 1 miliardo, 115 milioni e 800 mila euro fino al 2026. La deroga è stata inserita con un emendamento al Senato, per superare le criticità sollevate anche dalla Corte dei Conti nella relazione semestrale sull’attuazione del Pnrr, pubblicata a maggio, dove si evidenzia che “l’Amministrazione ha segnalato difficoltà riconducibili ai rapporti con alcune Amministrazioni comunali, che hanno ritardato o negato il rilascio dei permessi necessari all’operatore aggiudicatario dell’intervento”. I dinieghi riguardano circa una domanda su quattro.

Agi 

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