“La ferma contrarietà della Regione Basilicata all’eventuale localizzazione sul territorio regionale del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi” e l’impegno del Presidente della Giunta e del Governo regionale “a proseguire il confronto con il Governo nazionale affinché il contributo della Basilicata alla sicurezza energetica del Paese trovi un corrispondente riconoscimento in termini di investimenti, infrastrutture, ricerca, innovazione, occupazione qualificata, sviluppo competitivo del territorio regionale” sono i tratti principali della risoluzione sulle politiche energetiche regionali – provvedimento condiviso che nasce dalla sintesi tra il documento presentato dalla maggioranza e quello dei gruppi di minoranza – che è stata approvata all’unanimità dei presenti nel consiglio regionale odierno.
Puntando, tra le altre cose, “sull’impegno a favorire progettualità e misure volte alla tutela e al pieno sostegno dei cittadini lucani in campo socio-sanitario, a promuovere la diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili; a definire un quadro stabile di programmazione energetica regionale; a promuovere forme permanenti di collaborazione con l’Università, i centri di ricerca e gli organismi tecno-scientifici”, la risoluzione riconosce che “la politica energetica costituisce una delle principali leve strategiche per il futuro della Basilicata” e prende atto “che la Basilicata rappresenta uno dei territori più rilevanti del Paese per la produzione di energia da fonti fossili e rinnovabili e che tale ruolo impone una visione fondata su responsabilità, programmazione, innovazione e sostenibilità”.
La risoluzione afferma infine che “le risorse energetiche presenti sul territorio regionale devono tradursi in benefici concreti e permanenti per la comunità lucana, sostenendo lo sviluppo economico, la ricerca, l’innovazione, l’occupazione qualificata, il rafforzamento dei servizi pubblici e la competitività delle imprese”.
