Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology
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Il Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology, la più grande installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico, considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego, The Lobster, popoleranno Pompei e i siti del territorio, tra cui il sito protostorico di Longola, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l’area poche settimane fa.
Pop Mythology, organizzata dal Il Cigno Arte nel il Parco Archeologico di Pompei, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei, Seoul, Hong Kong, Shanghai, Singapore, Macao, Londra, Venezia, Napoli, Roma e in Sicilia, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte, intrattenimento e cultura di massa, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo.
Ispirata all’arte antica di Pompei, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno, oggi al Museo archeologico di Napoli, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione, conservazione e memoria collettiva.
Mentre i visitatori attraversano il sito, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne, archi e rovine antiche. Accanto a queste, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero, concepite come “reperti mitologici del futuro”, tra cui guerrieri-astice robotici, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario.
Fondendo mitologia classica e immaginario futuristico, Pop Mythology presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico, ma come uno spazio culturale vivo, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva, ludica e sorprendente.
Fino al 27 novembre 2026
Dove: Scavi di Pompei – Napoli
Botero. L’incanto del Mito I Botero. Il peso dei sogni
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Il rapporto tra la Sicilia e l’artista colombiano Fernando Botero va ben oltre le esposizioni avvenute a Palermo nel 1988 e poi nel 2015 con le due mostre La Corrida e Via Crucis. La Pasión de Cristo, cheregistrarono l’attenzione di oltre 400mila visitatori, perché il Maestro ha sempre avuto una forte attrazione e richiamo, non solo artistico, per questa regione. Oggi, grazie alla volontà del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, promotore del progetto, e della direzione del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, prende vita un grande progetto espositivo con ben 37 opere, che si svolgerà in due sedi e con due titoli distinti: Fernando Botero. L’incanto del Mito, ad Agrigento, che aprirà al pubblico il 23 luglio tra Villa Aurea e gli spazi esterni della Valle dei Templi, e Fernando Botero. Il peso dei sogni, a Palermo dal 24 luglio, negli spazi di Palazzo Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, curatori Fernando Botero Quintana, nipote del Maestro, e Nicola Barbatelli. Le mostre termineranno il 31 ottobre 2026.
La mostra Fernando Botero. L’incanto del Mito ad Agrigento riunisce 25 opere originali, tra sculture, acquerelli, disegni e tecniche miste, provenienti dalla Fernando Botero Zea Collection e da Botero Family Estate, sviluppandosi negli spazi esterni della Valle dei Templi con 8 sculture in bronzo che instaurano un confronto diretto con la monumentalità dell’antica Akragas, con l’architettura dorica e con la luce del paesaggio siciliano. Opere come Leda e il Cigno, Maternità, Donna a cavallo, Donna seduta, Uomo su donna e le diverse versioni di Donna sdraiata diventano presenze plastiche capaci di misurarsi con la memoria classica e con l’idea mediterranea di forma, equilibrio e durata.
All’interno di Villa Aurea, il percorso assume, invece, un carattere più raccolto e meditativo. Con 17 opere su carta e su tela, tra le ultime completate dall’artista nel 2023, si approfondiscono i temi del corpo, della famiglia, della musica, della coppia, della vita quotidiana e del circo: da Donna del circo a Famiglia al parco, da Uomo e donna che camminano a Donna con i guanti, da Musicisti a Coppia che balla, fino a Cane, Donna di profilo, Donna sdraiata e Donna che cuce, le opere restituiscono la continuità di una poetica fondata sul volume, sulla presenza e sulla trasformazione del quotidiano, in immagini sospese tra immediatezza narrativa e costruzione formale, esaltando la dimensione più intima dell’universo figurativo boteriano.
Il dialogo tra Botero e la Valle dei Templi non si limita alla suggestione del contesto archeologico, ma mette al centro una riflessione sulla permanenza della forma e sulla capacità dell’arte di attraversare il tempo. Le figure dell’artista, celebri per la loro pienezza volumetrica e per l’inconfondibile linguaggio del Boterismo, si confrontano con uno dei luoghi simbolo della classicità occidentale, rivelando affinità profonde con una tradizione che ha fatto della misura, della stabilità e della memoria i propri valori essenziali.
Fino al 31 ottobre 2026
Dove: Palazzo Belmonte Riso – Palermo I Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi – Agrigento
Info: http://www.museoartecontemporanea.it
Tesori nascosti della Galleria Borghese
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La Galleria Borghese, in collaborazione con Fondazione Roma, presenta Tesori nascosti della Galleria Borghese, un progetto espositivo itinerante che porta fuori dalle sale del museo una preziosa selezione di opere, molte delle quali raramente esposte al pubblico. Il percorso ha preso avvio il 24 luglio a Lecce, presso il Museo MUST, per poi proseguire dal 7 novembre a Cosenza, negli spazi della Galleria Nazionale di Cosenza, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico nazionale e promuovere un modello di museo diffuso, capace di creare nuove connessioni tra le grandi istituzioni culturali e i territori.
Il progetto rappresenta un’occasione unica per ripercorrere la storia della celebre collezione voluta agli inizi del Seicento dal cardinale Scipione Borghese, divenuta nel 1902 museo statale aperto al pubblico. Attraverso opere di maestri come Dosso Dossi, Tiziano Vecellio, Palma il Vecchio e Gian Lorenzo Bernini, la mostra ripercorre oltre due secoli di storia dell’arte europea e racconta le vicende di artisti, collezionisti e committenze che hanno contribuito alla formazione di uno dei più importanti musei italiani.
Il percorso espositivo si sviluppa secondo un criterio cronologico e tematico, esplorando alcuni dei temi fondamentali tra Rinascimento e Barocco: il recupero dell’antico, lo studio della natura, il dialogo tra sacro e profano e l’evoluzione dei linguaggi figurativi. La selezione restituisce inoltre visibilità a numerose opere restaurate per l’occasione, valorizzando il costante lavoro di tutela, ricerca e conservazione svolto dalla Galleria Borghese.
Dipinti provenienti dalle principali scuole pittoriche italiane: dalla tradizione veneta, fondata sulla ricchezza cromatica e sulla libertà della pennellata, a quella toscana, incentrata sul disegno e sulla prospettiva, fino alla raffinata produzione ferrarese, caratterizzata da atmosfere evocative e sperimentazione, accompagnano il visitatore in un racconto articolato della cultura figurativa italiana.
Tra gli aspetti più originali dell’esposizione figurano le straordinarie pitture su pietra, esempi di eccezionale virtuosismo tecnico realizzati su materiali preziosi come ardesia e lapislazzuli. Queste opere testimoniano la continua ricerca sperimentale che attraversa il passaggio tra Rinascimento e Barocco, dando vita a risultati di grande suggestione e preziosità.
Oltre al valore scientifico e artistico, Tesori nascosti della Galleria Borghese si propone come un progetto culturale di ampio respiro, fondato sulla convinzione che il patrimonio nazionale debba essere sempre più accessibile e condiviso. La mostra intende dimostrare come un’esposizione itinerante possa contribuire alla valorizzazione dei territori, rafforzando il dialogo e la collaborazione tra istituzioni museali, amministrazioni locali e comunità.
Attraverso il modello del museo diffuso, il patrimonio artistico diventa uno strumento di partecipazione, inclusione e crescita collettiva. L’iniziativa favorisce infatti la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso all’offerta culturale, rafforza il rapporto tra istituzioni, scuole, associazioni e cittadini e contribuisce a costruire reti permanenti di collaborazione, ponendo la cultura al centro dei processi di sviluppo territoriale e rigenerazione sociale.
Dove:
Lecce – Museo MUST
fino al 18 ottobre 2026
La prima tappa della mostra sarà ospitata dal Museo Storico della Città di Lecce (MUST), situato nel cuore del centro storico. Luogo di riferimento per la promozione dell’arte contemporanea e della storia della città, il museo rappresenta la cornice ideale per accogliere il progetto. Questa prima tappa è resa possibile grazie al coinvolgimento istituzionale del Comune di Lecce.
www.mustlecce.it
Cosenza – Galleria Nazionale di Cosenza
7 novembre 2026 – 31 gennaio 2027
La seconda tappa si svolgerà presso la Galleria Nazionale di Cosenza, ospitata nello storico Palazzo Arnone. Il museo espone, in comodato d’uso, la collezione Intesa Sanpaolo, che dalla piccola tavola raffigurante “Cristo al Calvario e il Cireneo”, attribuita a Lazzaro Bastiani al pastello “Gisella” di Umberto Boccioni ripercorre le maggiori correnti artistiche dal Quattrocento al Novecento. L’iniziativa si realizza con il supporto della Direzione Generale Musei nazionali Calabria.
www.musei.calabria.beniculturali.it
Neo Pop Nuovo Glam
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Nella suggestiva cornice del Lago Maggiore, Palazzo Parasi a Cannobio ospita dal 25 luglio al 25 ottobre la mostra Neo Pop Nuovo Glam, a cura di Giorgio Chinea Canale e sostenuta dal collezionista e mecenate Francesco Noto attraverso FGN Foundation.
Negli ultimi anni Palazzo Parasi si è affermato come uno dei più dinamici centri espositivi del Lago Maggiore, grazie a una programmazione che ha portato a Cannobio artisti e progetti di rilievo nazionale. Sotto la direzione di Marco Albertella, il museo ha costruito un percorso espositivo attento ai linguaggi contemporanei, alternando mostre storiche e proposte dedicate alla ricerca più attuale. Neo Pop Nuovo Glam si inserisce quindi in questa linea curatoriale, raccogliendo il testimone delle importanti esposizioni che hanno animato gli spazi di Palazzo Parasi negli ultimi anni, tra cui la personale di Gianni Cella attualmente in corso fino al 19 luglio. Il commento di Marco Albertella, direttore culturale della Città di Cannobio: “Continua la stagione espositiva di Palazzo Parasi con una mostra di alto livello: il tema del popolare raffinato e dell’ironia verranno interpretati da importanti artisti italiani contemporanei. I rimandi al mondo del cinema, della televisione e del cartone animato andranno a mescolarsi con riferimenti accademici, dotti e raffinati. Ci confronteremo quindi a una continua dissimulazione, a una poetica legata a un esercizio di intelligenza ed elasticità mentale utile per affrontare e sdrammatizzare le vicissitudini della vita.”
La rassegna riunisce nove artisti accomunati dalla capacità di reinterpretare l’eredità della Pop Art attraverso linguaggi personali e riconoscibili. Le loro opere dialogano con il cinema, il fumetto, la musica, la moda, la pubblicità e la comunicazione contemporanea, creando cortocircuiti visivi che uniscono leggerezza e profondità.
Marco Lodola e Gianni Cella rappresentano due figure storiche che hanno saputo sviluppare una visione originale della cultura pop: il primo attraverso le celebri sculture luminose che hanno reso iconica la sua ricerca, il secondo con opere ironiche e intelligenti che osservano con sguardo critico la realtà contemporanea.
Tra colori accesi e icone contemporanee, Neo Pop Nuovo Glam celebra la capacità dell’arte di generare meraviglia. Le opere in mostra trasformano riferimenti familiari e immagini della cultura popolare in esperienze capaci di catturare lo sguardo e stimolare la riflessione, ricordandoci come leggerezza e profondità possano convivere. Un percorso che invita il pubblico a lasciarsi conquistare dall’incanto del Neo Pop e dalla sua inesauribile energia creativa.
Fino al 25 Ottobre 2026
Dove: Cannobio | Verbano-Cusio-Ossola
Info: https://www.arte.it/calendario-arte/verbano-cusio-ossola
L’Arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo
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La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo è ormai alle porte, e il Museo archeologico nazionale di Taranto sceglie di parlare di sport e atletismo con la propria lingua: quella della cultura e delle radici storiche.
La mostra parla del passato, introducendo anche inediti straordinari elementi scientifici sulla figura dell’Atleta di Taranto, frutto della preziosa collaborazione con il CNR e l’Università La Sapienza di Roma, ma costruisce anche un ponte con il presente, grazie alle vetrine nell’area della Temporary Art, in cui l’antico idealmente dialoga con il moderno, l’Atleta di Taranto con gli eroi contemporanei, come ad esempio l’indimenticato attaccante del Taranto calcio, Erasmo Iacovone.
Fino al 10 gennaio 2027
Dove: Museo MArTA – Taranto
Info: http://museotaranto.cultura.gov.it
L’ARTE TRIESTINA AL FEMMINILE NEL ‘900 D’AVANGUARDIA ITALIANO ED EUROPEO
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La mostra è un progetto espositivo multimediale di arte visiva, fashion e musica che, attraverso la vita e le opere di Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina, emblematiche artiste triestine di livello internazionale, intende testimoniare l’elevato e particolare milieu artistico culturale che ha caratterizzato il Novecento a Trieste – città che nel corso del tempo aveva assunto una straordinaria connotazione internazionale – e la valenza creativa e innovativa dell’elemento femminile sviluppatasi in tale contesto.
Promossa e realizzata da:
Associazione Foemina APS in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo con il contributo di Fondazione CRTrieste e delle Fondazioni Benefiche Casali ETS.
Fino al 27 Settembre 2026
Dove: Trieste
Info: https://www.arte.it/calendario-arte/trieste
