Attentato di Modena «Dalle indagini su El Koudri dettagli sempre più inquietanti»

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Sono emersi quattro video choc registrati da Salim El Koudri, il 31enne responsabile dell’attentato del 16 maggio 2026 nel centro storico di Modena. I filmati, recuperati dagli investigatori analizzando i dispositivi elettronici dell’uomo, contengono pesanti minacce ed espressioni di forte disprezzo contro l’Italia e la cultura occidentale. I nuovi dettagli emersi dalle indagini delineano i seguenti elementi i video prima della strage. El Koudri ha registrato quattro filmati. Due risalgono al 15 maggio e due alle prime ore del 16 maggio, poco prima di lanciare l’auto a folle velocità sulla folla in Via Emilia Centro. Nei video, parlati quasi interamente in lingua inglese, l’uomo pronuncia frasi deliranti e minacciose come «Questo Paese va distrutto» o «L’Italia va distrutta», scagliandosi apertamente contro lo stile di vita occidentale e prendendo di mira anche alcuni noti influencer italiani. Un altro dettaglio tra il 2024 e il 2025 si era recato in Germania e a Londra. La posizione giuridica dell’attentatore si è ulteriormente aggravata a inizio settembre dopo il decesso di Monica Esposito, la donna di 55 anni che era rimasta gravemente ferita nell’impatto. La Procura di Modena ha quindi riformulato il capo d’imputazione in strage aggravata dalla finalità di terrorismo, reato per il quale rischia l’ergastolo.

«Le notizie che stanno emergendo dalle indagini sull’attentato di Modena impongono attenzione, serietà e dovrebbero suggerire qualche riflessione soprattutto a chi, già all’indomani dei fatti, sembrava avere individuato una spiegazione definitiva. Secondo quanto riportato oggi dalla stampa, nelle 48 ore precedenti all’attacco, Salim El Koudri avrebbe registrato quattro monologhi, in uno dei quali affermava che “l’Italia va distrutta”, mentre sul suo telefono sarebbero stati trovati filmati relativi ad attentati jihadisti compiuti lanciando veicoli contro la folla. Emergerebbero inoltre riferimenti all’Islam e a modalità di azione ricondotte alla cosiddetta tattica dei “mille tagli”. Elementi sui quali spetta esclusivamente agli investigatori fare piena luce, ma che rendono ancora più incomprensibile la fretta con cui una parte della sinistra aveva sostanzialmente ricondotto l’attentato al gesto di una persona con problemi psichiatrici».

Antonio Speranza reporter 

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