Alcuni giorni fa ho rivisto volentieri Children Act, un film del 1989 dove una bravissima Emma Thompson interpreta il ruolo di una giudice inglese del tribunale dei minori (altro tema molto attuale) in una vicenda vera che fu propedeutica alla legge da cui prende il titolo il film.
La vicenda, o meglio, il film propone altri temi scottanti che la nostra società non è stata ancora in grado di regolamentare o, meglio, sviscerare in modo scevro da ideologie e leitmotiv.
Ne menziono tre di questi che s’intrecciano nella trama scritta con una sensibilità e onestà difficilmente ripetibile: la crisi della coppia di mezza età, il rispetto delle fedi/religioni, l’eutanasia.
Gli ultimi due temi necessitano di un trattato enciclopedico perché verte sul tema della identità, a tutti noi caro ma difficilmente rispettato; dove arriva il diritto di una fede sulla vita di una persona? Il libero arbitrio e la proprietà del proprio corpo in un Paese laico sono normali, ma esistono i Paesi laici?
Questi temi secolari sono patate bollenti di cui nessuno vuole parlare seriamente se non per dogmi o protocolli che entrambi non ritengo metodi di approccio seri (se mai ne esistono) per tentare di analizzare e risolvere in maniera equa e civile.
Rimane il primo: la crisi di coppia di mezza età.
Questo tema investe, prima o poi e in modo diverso, tutti noi. Chilometri di carta sono stati scritti con approcci più o meno scientifici (meno che più), sentimentali, religiosi e burocratici.
Del fatto che dopo anni di convivenza il desiderio sessuale si spegne (e non solo a causa dell’età anagrafica) ne siamo tutti consapevoli e pochi di noi lo accettano fatalisticamente, specialmente i non credenti o chi cerca di mantenersi in forma non tanto per avere avventure tardive, quanto per disciplina personale; il desiderio, si sa, è anche spinto dalle endorfine, o meglio, le dopamine e quindi dal movimento e dall’esercizio fisico.
L’esercizio fisico, si sa, ha bisogno di volontà (disciplina) e tempo.
Nel film la giudice è l’icona della persona impegnata, responsabile e cosciente, oberata di lavoro e pensieri; il marito (un professore universitario) altrettanto ma con i suoi spazi che difende testardamente.
Come in tutte (o quasi) le coppie senza particolari problemi fisici (malattie, obesità, etc..), la menopausa arriva prima dell’andropausa creando uno sconvolgimento delle abitudini della coppia, provocando risentimenti, delusioni, senso di abbandono, depressione.
Si sfata il mito che la coppia è il migliore antidoto per la solitudine.
Pur essendo certamente vero, almeno in senso fisico, la solitudine prende altre forme subdole che minano la stabilità non solo della coppia, ma anche del singolo individuo: non è forse vero che ci si può sentire soli anche in mezzo a uno stadio durante una partita di finale scudetto?
Quindi il mito del matrimonio come fine ultimo dell’uomo, unione e procreazione, santificato da tutte le religioni, seppur in modo diverso, mostra le sue lacune e non solo.
Evidenzia anche che tutta la volontà che la civiltà umana ha usato per dimostrare la veridicità dell’equazione natura=dio=perfezione non è riuscita nell’intento. O forse la società umana non è riuscita ad accettare “l’imperfezione” di madre natura e ha voluto a tutti i costi iconizzarla; altrimenti non si capirebbe perché la donna “si spegne ” prima dell’uomo!
Per riportare il ragionamento in termini scientifici, la biologia tenta di spiegare il fenomeno in termini psicologici, ormonali, di stress, occlusioni, etc., ma certamente il motivo per cui questo fenomeno esiste in natura va ricercato nel mondo animale a cui, volente o nolente, apparteniamo.
Il desiderio umano non ha solo genesi pro-creativa, è anche uno status symbol, fa parte della realizzazione del nostro ego, il maschio stallone, la femmina desiderata.
Le nostre religioni, legislazioni, e narrazioni hanno tentato per secoli d’imbrigliare e mistificare un fenomeno che con l’età crea malcontento e delusioni e mina l’ordine sociale.
In Italia nel 2016 c’è stato un picco di oltre 99.000 divorzi in un anno che, fortunatamente si sono ridotti a poco più di 77.300 nel 2024 (https://www.divorziare.it/statistiche-divorzio-italia ) con una presenza attuale di circa di 2 Milioni e 250.000 persone divorziate o separate in Italia
Questo coinvolge il diritto e tutela dei minori dove lo Stato, fino ad ora, ha creato più danni con la cura che il problema stesso.
Perché pensiamo che si possa risolvere tutto con dogmi e protocolli?
Perché non riuscire ad analizzare problemi sociali complessi dettati dalla nostra natura senza accettare la nostra natura stessa?
Il povero marito (Jack) della giudice (Fiona) mostra la fallibilità del sistema: nonostante ancora innamorato della sua bella moglie, esasperato dalla sua mancanza di reazione a qualsiasi tentativo, tenta di ricattarla minacciandola di buttarsi in una breve avventura puramente sessuale. Ovviamente questo è inaccettabile per la donna che ridicolizza le pulsioni naturali del marito accusandolo di irresponsabilità.
A ricatto risponde ricatto.
Il maschio ne esce con la figura di un patetico ultra cinquantenne che non si arrende all’età e il suo istinto naturale, oltretutto spinto anche dall’amore che prova ancora per sua moglie, che viene ridotto a una pulsione animale. Perché, non è così?
La civiltà impone rispetto delle regole ma non delle naturali esigenze.
Quindi come la risolviamo?
Beh, a questo punto mangiamo e beviamo, stiamo sul divano o cerchiamo altre gratificazioni come onorificenze, auto, soldi, alcool, tv, Grande Fratello (immaginandoci al posto loro), social…
Intanto africani e islamici vengono a sostituire gradualmente (neanche tanto) le nostre regole, protocolli, credenze, riti e gli diamo case e mezzi per fare quello che a noi viene impedito: avere una casa, procreare e avere una vita meno stressante con più tempo da dedicare alla famiglia e al proprio partner perché obbligati a correre dentro la ruota dei criceti che se si ferma è un guaio per la grande finanza.
La sostituzione etnica e l’islamizzazione in atto, oltre aver provocato un rigurgito della destra (che attualmente è solo una coalizione politica diversa da una sinistra che non ha più nulla di sinistra), allarme lampeggiante di una popolazione che sente minacciata la sua identità culturale e un sistema sociale frutto di secoli di battaglie e rivoluzioni, tenta di mettere una pezza sugli errori sociali che la nostra politica tutta ha creato con delinquenziale costanza negli ultimi decenni, con altri errori peggiori dei primi.
“Includere” forzatamente etnie e culture diverse in società antiche come quella europea senza un progetto graduale che tenda a integrare (ma è possibile?) culture millenarie diverse se non opposte, è sicuramente un atto criminale voluto: impossibile che chi lo sostiene, o lo ha addirittura progettato, non lo sappia; l’alternativa inquietante sarebbe che siamo gestiti da analfabeti cognitivi.
Tutto questo è stato possibile grazie alla diffusione e alla degenerazione di vecchie e nuove ideologie, cancro millenario dell’umanità che, in modi diversi (religioni e politica) hanno tenuto schiavi, non solo culturalmente, Miliardi d’individui.
Termino ritornando al nostro tema della crisi di coppia che è un’icona di molti altri temi che in modo subdolo le varie Istituzioni, religiose, politiche o finanziarie che siano, sono ben lungi da voler studiare con onestà intellettuale.
Certamente chi ha una fede è agevolato, visto che è abituato a utilizzare i dogmi per impostare la propria vita e a non farsi troppe domande; ma attenzione! Chi vive in tal modo Dante ne predisse la destinazione finale ovvero nel Vestibolo insieme agli ignavi…”che visser senza infamia e senza lodo”.
Massimo Gardelli
