Inizia nel campo profughi di Domiz nel Kurdistan iracheno la narrazione filmica dell’installazione video denominata “Mechanical Kurds”, realizzata dalla regista tedesca Hito Steyerl, visibile fino al 30 agosto al MACRO di Roma.
L’opera di Steyerl, presentata in questa occasione per la prima volta in Italia, a cura di Alice Labor, riflette sui rapporti tra lavoro digitale, intelligenza artificiale, conflitti geopolitici e produzione di immagini, combinando un video monocanale con elementi installativi immersivi e immagini generate dall’IA.
Mechanical Kurds (“curdi meccanici”) rivela i corpi, i territori e i conflitti che rimangono invisibili nei processi di creazione delle intelligenze artificiali e la violenza politica che si cela dietro a immagini e ad algoritmi. La precarietà delle infrastrutture dell’economia digitale si fonda su monopoli estrattivi di risorse umane ed energetiche ed emerge pienamente nel video, tra documentario e racconto di finzione.
Il titolo del lavoro “Mechanical Kurds” rimanda al “Turco meccanico”, un automa del XVIII secolo dalle sembianze umane in abiti ottomani, capace di battere a scacchi qualsiasi giocatore. L’invenzione di Wolfgang von Kempelen celava in realtà, al suo interno, un essere umano che ne controllava il funzionamento e interrogava, già allora, il pubblico dell’epoca sulle possibilità di pensiero autonomo delle macchine. All’inizio degli anni 2000, Amazon ha adottato il nome dell’automa per la sua piattaforma di crowdsourcing che consente alle aziende di esternalizzare determinate mansioni, come l’addestramento delle intelligenze artificiali.
Nell’opera di Steyerl, le voci di tre profughi curdo-siriani (due uomini e una donna) rivelano il sistema di “lavoratori fantasma” fondamentali per l’automazione grazie alla loro attività di classificazione di immagini attraverso le cosiddette bounding boxes, riquadri di delimitazione per il riconoscimento di oggetti, usate solitamente dai sistemi di visione artificiale. I riquadri sono stati ripresi nel progetto allestitivo della mostra e usati come sedute per i visitatori.
Il legame tra immagini e violenza politica emerge nel video in un racconto circolare in cui questi stessi lavoratori divengono a loro volta bersagli di droni automatizzati nel corso degli attacchi condotti dalla Turchia nella regione nell’ambito dell’offensiva anti-curda. I conflitti politici risultano nell’indagine dell’artista risorse sfruttabili, dal punto di vista geografico e umano, da parte delle grandi aziende tecnologiche.
Mechanical Kurds è l’ultimo capitolo della ricerca di Hito Steyerl (Monaco di Baviera, 1966) sulla relazione tra lavoro, immagini e potere a livello globale. Da oltre un decennio l’artista analizza le ripercussioni sociali, politiche ed ecologiche delle intelligenze artificiali e delle tecnologie su cui si fondano. La finzione documentaria, nel lavoro di Steyerl, diviene strumento per la costruzione di un pensiero critico che supera le narrazioni dominanti e offre un altro possibile sguardo sulla realtà.
“Invece di mettere la testa sotto la sabbia, dovremmo guardare in faccia i problemi. Dovremmo aprire gli occhi sul completo deragliamento della realtà, reintroducendo un sistema di garanzie costituzionali, rinegoziando i valori e il ruolo dell’informazione, evitando di scendere a compromessi quando si tratta di rappresentazione e solidarietà umana” – ha dichiarato Hito Steyerl. L’artista, di base a Berlino, esamina nel suo lavoro le relazioni tra immagine, potere e tecnologie contemporanee.
Dagli anni duemila, Steyerl ha sviluppato una pratica che fonde saggio visivo, videoinstallazione e speculazione critica. Il suo lavoro esplora la circolazione delle immagini nell’era digitale, l’automazione, la militarizzazione delle tecnologie e le infrastrutture invisibili che plasmano la percezione. Le sue ricerche sono state presentate a livello internazionale in numerose istituzioni culturali.
Il MACRO (Museo d’Arte Contemporanea di Roma), diretto da Cristiana Perrella, è il più grande spazio espositivo interdisciplinare sito tra via Nizza e via Reggio Emilia. Nei suoi oltre 10.000 metri quadrati, già destinati agli stabilimenti della birra Peroni, la struttura offre una programmazione culturale ricca e variegata che comprende: mostre d’arte, rassegne cinematografiche, spettacoli teatrali, musica e festival, presentazioni di libri e laboratori didattici.
Vincenzo Legrottaglie
Fotografie
Fotogramma dell’opera “Mechanical Kurds” di Hito Steyerl, foto di Vincenzo Legrottaglie;
Sala della video installazione, foto fornita dal MACRO di Roma per la stampa.
