Accordo Russia – Usa sul petrolio: una ipotesi rivoluzionaria

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Nello scenario internazionale delle guerre infinite e endemiche che, oltre a distruzioni e morte e domani perduti, portano a crisi energetiche, arriva la notizia di un accordo commerciale Putin – Trump.

Di che si tratta? Gli USA importeranno dalla Russia 300.000 tonnellate di gasolio a Ottobre, 500.000 a Novembre, 1 milione a dicembre. L’accordo durerà 6 mesi. Inoltre, il ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha concesso una sospensione delle sanzioni sulla fornitura di gasolio russo ai mercati mondiali.

Non è da chiedersi il perché di questo accordo; perderemmo un sacco di tempo in elucubrazioni e tante dispute. Infatti, potrebbero aver influito, sulla decisione della amministrazione USA, un gran quantità di fattori come il caro energia, le elezioni di Midterm, l’incertezza sulla guerra con l’Iran, la nuova guerra Houthi/Arabia Saudita, la competizione per il nuovo assetto mondiale …. ma anche il fatto che Trump è un “uomo d’affari”, realista e imprevedibile, con un disegno in testa. Nel 2021, 5 anni fa, prima dell’inizio del conflitto in Ucraina corredato da una lunga sequela di sanzioni di cui si è perso il conto, la Russia esportava mediamente circa 140.000 tonnellate al giorno. Era, dopo gli Stati Uniti, il secondo esportatore al mondo; l’Europa era il suo cliente principale.  Nel 2025, guerra e sanzioni in atto, le esportazioni russe sono state di 114.380 tonnellate al giorno con una perdita di circa il 18%. Per la cronaca, il consumo mondiale quotidiano è di circa 4 mln di tonnellate. Quindi le nuove esportazioni russe sono in quantità risibile e sono mensili. Non è pensabile che l’accordo sia stato fatto per ridurre il prezzo del petrolio e lenire la crisi energetica; benché un sussulto in diminuzione del prezzo ci sia stato. Il mercato mondiale non ci crederebbe mai perché sa fare bene i conti.  E’, dunque, uno specchietto per le allodole in relazioni alle imminenti elezioni? C’è poco da crederci perché non si farà in tempo a diminuire il prezzo alla pompa perché le elezioni di Midterm si celebrano il 3 Novembre.

Allora rimane ben poco su cui porre l’attenzione. Ma quel poco è proprio la questione più importante. Bisogna fare alcune premesse: e’ nota la simpatia di Trump per Putin; è nota la antipatia di Trump per l’Europa e Zelensky; è nota la deferenza di Trump verso Xi Jingping che, nel tempo, potrebbe schiacciare gli USA.  E sappiamo che Trump non ha alcuna possibilità di un terzo mandato e che il suo secondo finisce fra due anni. Sappiamo anche che il mondo si avvia verso uno scenario tripolare: Cina, Russia, USA; che l’Europa non conta nulla anzi è in uno stato di ostinata ideologia; che l’Iran ha un timbro teocratico e colonialista e insidia EU e USA.

Però, sappiamo che gli incontri fra i tre leader si vanno intensificando: per ora bilaterali ma con preparativi di inusitato alto livello come quelle principesche del 14 – 15 maggio, riservata a Trump a Pechino, e quella del 24 – 26 settembre riservata a Xi Jinping  a Washington. Putin, come invitato di pietra, è il  fattore catalizzatore di raccordo.

Si parla prudentemente, invece , di un vertice trilaterale tra Cina Russia e Stati Uniti, in occasione del vertice APEC a Shenzhen, in Cina, previsto per il 18-19 novembre 2026. Sapete cosa sia APEC che ha sede a Singapore? L’Asia-Pacific Economic Cooperation, in italiano Cooperazione Economica Asia-Pacifico, è un organismo, nato nel 1989 per promuovere la crescita economica, il libero scambio e gli investimenti nell’area asiatico-pacifica. Comprende 21 economie e, guarda caso, vede la partecipazione di Cina, Russia, USA e delle famosissime 4 tigri d’oriente (Corea del Sud, Taiwan, Singapore e Hong Kong); ma non Europa, non Africa, non MedioOriente. Inizialmente frequentato a livello ministeriale (Esteri e Commercio), dal 1993, su iniziativa USA, si è introdotta la tradizione dei vertici annuali tra i capi di Stato e di governo. Ebbene, un trilaterale, per la prima volta al mondo, in occasione dell’Apec 2026, porta con sé un messaggio potentissimo che solo chi sia fortemente distratto e ostinatamente velleitario può ignorare: “l’ombelico del mondo si va inesorabilmente spostando verso l’area del Pacifico. Il vecchio ombelico, quello dell’area dell’ Atlantico, si va inesorabilmente cicatrizzando”.

Un pittore disegnerebbe lì un quadro di pace, di progresso, di crescita;in ossequio al nome dell’Oceano; qui, il pittore non farebbe fatica a disegnare un quadro di guerra permanente, di disagio e di decadenza.  

E’ certo un rivoluzionario punto di vista; ma è ancora più rivoluzionario assumerlo come parametro di interpretazione degli eventi di politica internazionale. Infatti, l’accordo Russia-Usa sul petrolio e quanto finora hanno fatto gli Usa sullo scacchiere euroatlantico, denota che l’interesse degli Stati Uniti, unico Paese occidentale che partecipa all’Apec, si sta definitivamente spostando in Oriente. Allora, passano in secondo piano l’Europa e la sua guerra in Ucraina, Israele e la sua guerra a Gaza, l’Iran e il suo imperialismo teocratico. Questi stanno diventando elementi di disturbo alla realizzazione di un nuovo ordine mondiale governato da Cina, Russia, USA. Certo, le questioni vanno “messe a posto” perché sono fattori di disgregazione. Ora, si nota che, mentre gli USA si sono disimpegnati dalla Ucraina, Cina e Russia si sono mantenute quasi “neutrali” sui temi Gaza e Iran, al di là di blande seppur doverose prese di posizioni. Non è questo una chiara evidenza che è non perdere il treno di un equilibrio mondiale il reale stimolo degli USA?

 

L’accordo Russia – USA ha prodotto una immediata reazione, quella di Zelensky che ha definito l’atto come “indegno e disonesto”. Per ripicca ha bombardato il terminal petrolifero russo di Zheleznodorozhny. Solo a ruota Germania e Inghilterra; e, poi, la EU, molto prudente. Sembra che geopolitica della EU sia pilotata da Zelensky. La reazione di Trump è stata durissima: E’ ora che Zelensky tolga il disturbo; la smetta di bombardare le raffinerie russe. E’ una bomba! Poi, Trump ha annunciato: “Con effetto immediato, entra in vigore un cessate il fuoco energetico nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno accettato. Non violatelo!”. Zelensky dice di non saperne nulla ma dichiara che lo rispetterà.

Con un colpo di spugna autoritario, Trump ha annullato gli effetti delle sanzioni europee alla Russia. L’Europa, colta di sorpresa, sembra che non sappia che pesci pigliare. Vedremo nei prossimi tempi. Quindi, ha ben poco interesse cosa spinga Trump ad agire in maniera così sorprendente, ma l’ipotesi di un futuro in Apec, benché rivoluzionaria, appare coerente con gli eventi di politica internazionale praticata dagli USA. Alla luce di questa ipotesi, Trump ha necessità di chiudere le partite aperte in Occidente e Medio Oriente.  Ha solo 2 anni di tempo, qualunque sia il responso delle elezioni di Midterm.

 

ANTONIO VOX


foto creata con intelligenza artificiale

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