Ragazzi diamoci da fare. Abbiamo tre mesi di tempo per risolvere un grosso problema tecnico, altrimenti la NASA non potrà tornare sulla Luna.
Gli scienziati di Houston infatti si sono accorti che nei prossimi viaggi lunari al polo sud, la lunga permanenza degli astronauti all’esterno del modulo lunare potrebbe causare un accumulo di carica elettrostatica sulle tute, che potrebbe causare un pericoloso arco voltaico al momento di entrare in contatto con il modulo, al momento del rientro.
In altre parole, gli astronauti rischiano di “prendere la scossa” quando rientrano nel modulo, dopo una lunga escursione sul suolo lunare.
Per risolvere il problema, la NASA ha lanciato il Lunar Grounding Challenge, un concorso aperto a tutti che offre 150.000 dollari di premio a chi saprà trovare una soluzione.
La scadenza per la consegna dei progetti è il 15 gennaio del ’27, quindi fra tre mesi. Non c’è tempo da perdere.
Le soluzioni proposte devono gestire un potenziale dell’astronauta di -100 kilovolt o superiore, e un potenziale del lander di circa +100 volt. La corrente di scarica non deve superare 1,0 milliampere, con un obiettivo di 0,2 milliampere o meno.
Io una soluzione da proporre ce l’avrei: utilizzare il vecchio LEM degli anni 60, con le vecchie tute delle missioni Apollo.
Purtroppo però a) i progetti del LEM sono stati mandati al macero “perchè occupavano troppo spazio”, e quindi non lo si può più ricostruire, mentre b) le tute non si possono rifare perchè nel frattempo è morta la sarta della NASA che le faceva, portandosi nella tomba tutti suoi segreti.
Non ci resta che contare sull’ingegno di qualche giovanotto speranzoso, che ci permetta di tornare serenamente sulla luna mentre lui si porta a casa 150.000 dollari sonanti.
Non è Lercio, ve lo giuro: la notizia è vera.
Massimo Mazzucco
